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Orientare il futuro della vita umana e non umana |
La capacità di orientare il futuro della vita umana e non umana sul nostro pianeta ha assunto negli ultimi 50/60 anni dimensioni inedite, conferendo all'umanità un potere ed una responsabilità senza precedenti. La scala delle conseguenze delle scelte umane si è ampliata fino a dimensione planetaria, aprendo nuovi livelli di responsabilità, fino a pochi decenni fa assolutamente impensabili: inquinamento, estinzione delle specie, esaurimento delle risorse sono entrati ormai nell'ambito dell'etica.
Nella questione ambientale sono coinvolti gravi problemi di equità intragenerazionale, relativi cioè alla suddivisione internazionale - certamente non equilibrata - delle responsabilità, dei costi e delle conseguenze dei danni ambientali. Nè meno seri sono gli interrogativi circa la qualità e la vivibilità del pianeta che le prossime generazioni si troveranno ad abitare. Ma nel linguaggio dell'etica ambientale trovano spazio anche questioni più radicali, evocate da nozioni quali "valore intrinseco" dei non umani, "diritti della natura", "diritti degli animali", che orientano ad un indebito ampliamento della riflessione morale.
Nel tempo dell'ecologia: etica teologica e questione ambientale, EDB, Bologna, 1999
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Consigli sulla raccolta differenziataSubmitted by Redazione on Mon, 07/06/2010 - 19:38. |
Comunivirtuosi |
L'associazione dei Comuni Virtuosi nasce nel maggio del 2005, nella sala consiliare di Vezzano Ligure, su iniziativa di quattro comuni: Monsano (AN), Colorno (PR), Vezzano Ligure (SP) e Melpignano (LE).
Un ente locale interessato ad aderire alla rete deve approvare (in giunta o in consiglio) una delibera di adesione formale con l'impegno a sottoscrivere il Manifesto e lo Statuto, e una quota di iscrizione annua che varia in base al numero dei cittadini residenti.
Champs Elysées Nature CapitaleSubmitted by Redazione on Fri, 04/06/2010 - 18:50. |
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Paul Connett, un mondo a "rifiuti zero"Submitted by Redazione on Thu, 03/06/2010 - 12:38. |
Paul Connett, ideatore della strategia “zero waste” adottata con successo in molte città americane, canadesi e neozelandesi, raccontava così la sua esperienza in una intervista andata in onda su Radio Popolare nel 2006: “21 anni fa hanno cercato di costruire un inceneritore nella nostra contea nel nord dello stato di New York vicino al confine con il Canada.”
“All'inizio credevo fosse una buona idea, pensavo: ci sbarazziamo di tutte quelle orrende discariche e produciamo energia dai rifiuti in una struttura che può essere monitorata. Poi leggendo ho scoperto che bruciando i rifiuti domestici si producono le sostanze più tossiche che l'uomo abbia mai prodotto e inoltre, ogni 3 tonnellate di spazzatura, resta una tonnellata di cenere molto tossica che da qualche parte andrà pur messa; quindi ho capito che l'inceneritore era la strada sbagliata.”
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