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Orientare il futuro della vita umana e non umana |
La capacità di orientare il futuro della vita umana e non umana sul nostro pianeta ha assunto negli ultimi 50/60 anni dimensioni inedite, conferendo all'umanità un potere ed una responsabilità senza precedenti. La scala delle conseguenze delle scelte umane si è ampliata fino a dimensione planetaria, aprendo nuovi livelli di responsabilità, fino a pochi decenni fa assolutamente impensabili: inquinamento, estinzione delle specie, esaurimento delle risorse sono entrati ormai nell'ambito dell'etica.
Nella questione ambientale sono coinvolti gravi problemi di equità intragenerazionale, relativi cioè alla suddivisione internazionale - certamente non equilibrata - delle responsabilità, dei costi e delle conseguenze dei danni ambientali. Nè meno seri sono gli interrogativi circa la qualità e la vivibilità del pianeta che le prossime generazioni si troveranno ad abitare. Ma nel linguaggio dell'etica ambientale trovano spazio anche questioni più radicali, evocate da nozioni quali "valore intrinseco" dei non umani, "diritti della natura", "diritti degli animali", che orientano ad un indebito ampliamento della riflessione morale.
Nel tempo dell'ecologia: etica teologica e questione ambientale, EDB, Bologna, 1999
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Richard Sennett: "Puntare sul talento ? Sbagliato: ci salveranno il saper fare e la conoscenza diffusa" (di Rosanna Santonocito)Submitted by Redazione on Thu, 03/06/2010 - 18:30. |
E' ora di restituire valore al lavoro fatto con le mani o con il cervello ma sempre con perizia artigianale, e di guardare al passato per ricostruire il nuovo su basi solide. Messaggio forte e controcorrente, quello di Richard Sennett, sociologo americano professore alla New York University e anche alla London School of Economics nonchè consigliere di Barack Obama, che fu il primo a diagnosticare i danni della flessibilità spinta e del "cattivo lavoro" con il suo saggio "The corrosion of character". Uscì in Italia con il titolo "L'uomo flessibile" negli anni 90, proprio mentre Jeremy Rifkin prediceva la fine del lavoro e una nuova qualità della vita diffusa, dono delle tecnologie. Adesso che le due grandi bolle della new economy e dei subprime hanno cambiato la prospettiva di 360 gradi, leggi il resto
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Il risparmio energetico dell'edificio scolasticoSubmitted by Redazione on Wed, 16/06/2010 - 10:15. |
Video realizzato dagli studenti del Liceo Scientifico Plinio Seniore di Roma nell'ambito della campagna sul risparmio energetico e la raccolta differenziata.
Udine: più di 5.200 km percorsi in un anno col pedibusSubmitted by Redazione on Wed, 16/06/2010 - 12:25. |
In un anno hanno percorso 5.225 km, che sulla mappa corrispondono alla distanza tra Udine e le città di Lisbona, Mosca e Amsterdam. Protagonisti dell'impresa sono i 105 alunni delle scuole primarie Friz e Girardini di Udine, che nel corso dell'anno scolastico 2009-2010 hanno raggiunto le proprie classi a piedi col progetto pedibus. Lunedì 7 giugno il Sindaco ha premiato alunni e volontari
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Risparmiare può essere utile ma è più importante apprendere (di Salvo Intravaia)Submitted by admin on Sun, 31/01/2010 - 20:05. |
In Italia, il costo delle bocciature è stratosferico. Secondo i dati forniti dal ministero della Pubblica Istruzione il bilancio degli ultimi scrutini (2006/2007) è preoccupante: oltre 316 mila bocciati nelle scuole superiori e 49 mila alla scuola media, per un costo complessivo che si avvicina ai 2 miliardi e 800 milioni di euro l'anno.
Tra stipendi [insegnanti, bidelli, personale amministrativo e dirigenti scolastici), gestione dei locali (affitti e manutenzioni), finanziamenti alle scuole autonome e spese delle autonomie locali, uno studente delle scuole superiori costa, infatti, alla collettività 7.666 euro l'anno. Si spende un po' meno, 7.238 euro l'anno, se si tratta di scuola media. Se non ci fossero bocciati, e ripetenti, così, le casse dello stato risparmierebbero quasi 3 miliardi l'anno.
Quindi, in che modo guidare le scelte? Bocciare meno per far respirare le casse dello Stato o prediligere l'aspetto pedagogico? In questa intervista, il pedagogista Benedetto Vertecchi affronta la questione.
Centro educativo San Gregorio al Celio (Roma) |
A Roma, da più di dieci anni, il centro educativo S. Gregorio, specializzato in mediazione e didattica interculturale, si propone come progetto ponte dedicato all’infanzia dai 18 mesi ai 6 anni, rispondendo ai bisogni dell’attuale società plurietnica, pluridentitaria e pluriculturale e favorendo l’integrazione di bambini stranieri dai 18 mesi ai 6 anni ed il loro inserimento nella scuola dell’obbligo.
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